Rinunciare ed Arrendersi

Sei in trappola! Arrenditi e rinuncia!

Sembra la battuta di un film, eppure é l’attore principale della nostra vita a pronunciare queste parole: la voce interna.

Quante volte abbiamo abbandonato un progetto, un percorso o una sfida perché ci dicevamo “non fa per te”, “é troppo difficile”, “é troppo faticoso” e tante altre frasi del genere?

Bene io la considero una vera e propria piaga mentale. Un processo che a lungo andare compromette il tuo modo di vivere e la tua felicità. Le tue azioni, ogni giorno, sono condizionate dalla voce interna, la voce che ti suggerisce se abbandonare o andare avanti verso la meta. Ma da dove arriva questa voce, chi le da il permesso di poter parlare? Sei tu l’artefice!

Tu, con le tue abitudini, le tue convinzioni. La voce interna non é altro che la trasposizione esterna di quello che tu inserisci nella tua mente, quindi capirai che é importante la qualità delle informazioni che ogni singolo istante decidi di assorbire e fare tue.

Ma facciamo una bella premessa: non é che se insisti e continui ad accanirti su una cosa, alla fine ci riuscirai. Anzi l’essere “cocciuti” e continuare ad andare avanti, sbattendoci la testa e ma non cambiando mai strategia, é il fondamento unico per incappare in una bella e buona “trappola mentale”.

Se la falena vede una luce al di là del vetro, andrà di continuo a sbattere contro di esso, insistendo, mettendoci tutta la grinta che ha, continuando a non arrendersi mai, risultato: rimarrà sempre nella situazione di partenza. Ecco immagina di essere una falena, come ti sentiresti all’ennesima botta che prendi in testa andando a sbattere sul vetro? Te lo dico io: ti arrendi e abbandoni!

Quindi non é importante insistere ma saper cambiare strategie e strada ogni qualvolta si presenta un’ostacolo fra noi e la nostra meta. Saper cogliere le giuste opportunità in ogni situazione difficile, sapendo che non esistono problemi irrisolvibili ma soluzioni nascoste, opportunità che non riusciamo a vedere a prima vista.

Pensa nello sport: che differenza c’é tra un campione ed uno sportivo qualunque? Un campione non molla mai, crede in se stesso e sa di dover sempre migliorare, di dover cambiare la sua strategia in corsa, la sua mente lo porta verso la direzione dei suoi pensieri ed i suoi pensieri lo portano ad azioni efficaci. Pensa se uno sportivo cade vittima della sua trappola mentale, capisci quale disastro potrà essere la sua performance ed il suo percorso? (Ti invito a leggere qui qualcosa sullo sport coaching)

“Si é sconfitti solo quando ci si arrende.”

E allora cosa puoi fare in concreto per evitare la tua trappola mentale?

Affronta tutto con curiosità e se la paura inizia a fare capolino sul tuo percorso, ACCETTALA, fa parte del percorso e guai se non ci fosse. Analizza i tuoi pensieri, estrapola il maggior numero di dettagli possibili, cerca di individuare una possibile soluzione per ogni pericolo che pensi si stia presentando. A questo punto prepara la tua strada, il tuo piano d’azione e mettilo SUBITO in pratica, non aspettare le condizioni migliori, forse non arriveranno mai ma le puoi sempre creare tu, inizia OGGI.

Il percorso che sceglierai ti farà scoprire nuove opportunità e immense capacità che non pensavi di avere.

Inizia, altrimenti potresti avere rimorsi e rimpianti per non averci mai provato.

Spero di averti dato un quadro ed uno stimolo in più per poter fare qualcosa di improntate nella tua vita sportiva, professionale e personale. Se hai difficoltà a realizzare il tuo piano d’azione e riuscire a capire le giuste opportunità che ti si presentano, io sono qui! Scrivimi e prenota la tua sessione gratuita di coaching: Scrivimi qui.

Un abbraccio

Riccardo Geraci

La Mappa non é il Territorio

Non esistono Eventi belli o brutti, esiste la solo ed unica nostra interpretazione degli stessi. Mi spiego meglio! Se batti un calcio di rigore e lo sbagli, é un evento brutto o bello? Dipende dalla tua interpretazione. Se fossi nei panni dell’attaccante sicuramente sarebbe un fatto catastrofico se invece ti trovi ad essere il portiere saresti a mille.

Una delle componenti più utilizzate nel  mondo del coaching é la PNL (Programmazione neuro Linguistica) ed uno dei suoi punti fermi é: LA MAPPA NON E’ IL TERRITORIO! Ma cosa significa?

Riprendendo l’esempio che ti ho fatto sopra, l’interpretazione del rigore sbagliato é la Mappa che non coincide assolutamente con l’evento in se, ovvero il Territorio. La nostra interpretazione del “Territorio” é data dai nostri valori, le nostre convinzioni, il nostro stato d’animo in quel preciso momento.

Nel mondo dello sport, come nella vita, le interpretazioni che diamo agli eventi possono far pendere la bilancia in una direzione di crescita o in una direzione di sconforto e stallo, se non addirittura farci fare dei passi enormi indietro. Per il calciatore che sbaglia il rigore le alternative sono due: o ti demoralizzi e cadi nel tranello mentale che non sei bravo, hai fatto un grave errore, non sei all’altezza, ecc, oppure impari dal tuo errore e lo trasformi in un trampolino di lancio per migliorare sempre di più la tua forza nel battere i rigori. E’ solo una questione mentale. La paura, l’ansia , lo sconforto sono alcune delle emozioni che nascono quando sbagliamo. Ci può stare, ma attento! Il gioco sta nel trasformare e cavalcare queste emozioni in una direzione di crescita e non verso un turbinio fatto di dialoghi interni pessimisti e negativi. Proprio così, il tuo dialogo interno, quello che ti dici costantemente ha un’influenza enorme sulla tua crescita. Restare col focus giusto, avere un dialogo interno corretto e trasportare le emozioni in uno stato di crescita, ti possono far decifrare la tua Mappa verso la tua Vittoria.

Esiste un Territorio fatto di eventi, che ha bisogno di una Mappa. Disegna la tua Mappa speciale verso il tuo miglioramento.

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Corsi di Crescita personale

Sei Resiliente?

Quante volte sentiamo parlare di RESILIENZA? Ma cosa é? A cosa serve?

Ecco una descrizione dettata dalle scienze psicologiche: “capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità“.

Si nasce già con dei geni di resilienza o si può acquisire col tempo, quindi allenarla e svilupparla?

Molto diffuso come termine e concezione soprattutto nello sport, oggi più che mai capiamo che essere resilienti ci aiuta anche nella vita di tutti i giorni. La resilienza può essere sviluppata, anche se parti da zero, ed in questo ambito il Coaching e la PNL possono dare un fortissimo contributo.

La resilienza é un atteggiamento mentale caratteristico di persone o gruppi, che non si arrendono alle difficoltà e agli sforzi, cercando in qualsiasi maniera di avere una reazione positiva e proattiva agli eventi negativi che accadono loro. Nel Coaching la resilienza é riassunta in un concetto molto fondamentale: “La differenza non la fa mai ciò che ti accade, ma come reagisci agli eventi”.

Chi ha sviluppato una grande resilienza viene descritto come una persona che immersa in situazioni avverse riesce, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti”.

Cosa vuol dire possedere o sviluppare tale “abilità”?

Una persona resiliente, ha delle caratteristiche particolari, che si trovano costantemente in grandi personaggi, imprenditori, sportivi e persone comuni: sono quelle che “non si arrendono mai”. Hanno una forte motivazione e il loro focus é concentrato verso “l’impegno” preso, fissano un obiettivo e fanno di tutto per raggiungerlo, mettendo alla prova costantemente e ripetutamente se stessi. Hanno il pieno “controllo” di se stessi. Gestiscono di volta in volta gli eventi che si sviluppano nella loro vita, sono disposti a ricalcolare di continuo la loro mappa verso la meta, mantenendo altissima l’attenzione sul focus del loro obiettivo principale. Testano di continuo i propri limiti, si sfidano, sia fisicamente che mentalmente, lo stress che potrebbe accendersi durante il loro viaggio verso la meta stabilita, diventa il carburante per andare avanti.

La cosa più importante? E’ che questa caratteristica, questa resilienza si può sviluppare ed allenare, affinchè gli obiettivi possano esser raggiunti con maggior successo e soddisfazioni. Il Coaching può portare ad uno sviluppo enorme di questa caratteristica peculiare per chi non riesce a raggiungere i propri successi.

E TU, QUANTO SEI RESILIENTE?

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Mental Coach Sport

Il Regista sei TU!

Miglioramento Personale

Che idea hai di te? E degli altri? Ma chi ti ha messo in testa questi pensieri?

La vita é una sola, ed ognuno di noi ha una percezione diversa, quello che cambia é soltanto il nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Quante volte hai sentito parlare del classico esempio bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno…il contenuto é uguale, il bicchiere anche, ma la percezione di chi osserva é totalmente diversa. Quando scegli il tuo punto di vista sulle cose, plasmi la tua realtà.

Per esempio il rapporto che hai con gli altri esseri umani é un PENSIERO. Mi spiego meglio. Quando incontri una persona e dialoghi con lei, ti fai un pensiero, cattivo o buono che sia. Tutto quello che accade dopo, le emozioni nel rincontrarla, nel toccarla, nel parlare, sono scaturite dal pensiero che ti sei fatto su di essa. Ecco perché i sentimenti possono cambiare dopo un nano secondo…sono i tuoi pensieri a guidarli. Immagina di trovare la tua donna/uomo a letto con un altro/a, in un millesimo di secondo quello che era amore si trasforma in odio. Il tuo pensiero su di essa ha condizionato drasticamente il tuo sentimento, la tua emozione.

Tutto quello che ti circonda, che puoi vedere, toccare e sentire é reale perché lo hai pensato, perché altri lo hanno pensato. Lo so sembra molto astratto come pensiero ma ti faccio un esempio pratico. Partiamo da una domanda: cosa é reale e realtà per te? – Quando cammini per strada dai attenzione e volgi il tuo pensiero a determinate cose trascurandone altre. Molti si accorgono di automobilisti alterati, altri guardano gli alberi e la gente sorridere. Esistono tutte e due le situazioni ma tu ne hai guardato una soltanto. Quindi la realtà esiste in ciò che pensi, in quello a cui dai attenzione.

Le nostre relazioni sono condizionate e rese tali dal pensiero che noi abbiamo di esse. Se tu pensi di essere il migliore, che puoi crescere ed ambire a grandi risultati, perché non pensare che anche le altre persone siano uguali? Il grande Ghandi diceva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

Ama il prossimo tuo come te stesso”, tratta gli altri come vorresti essere trattato tu.

Mettiti sempre nei panni degli altri, come vorresti essere trattato se ti trovassi al loro posto?

Questo esercizio lo puoi fare sin da subito nella tua vita, con i tuoi familiari, con i tuoi colleghi, con i tuoi amici, con chi conosci per la prima volta. Questo primo esercizio ha come scopo una cosa soltanto, che credo sia la più importante: ti permette di Amare.

Quando ci trattano male e con odio, noi rispondiamo con la stessa moneta, ma non perché “é istintivo”, ma perché abbiamo l’odio dentro. Siamo abituati a coltivare nella nostra vita l’odio. Se coltivassimo amore ogni giorno sarebbe impossibile, o per lo meno si ridurrebbe al minimo, restituire odio all’odio ricevuto.

Non voglio fare il moralista o essere al di sopra delle parti, ti faccio questo discorso perché io in primis vivo queste esperienze ogni giorno, ed ho appurato che l’unico modo per instaurare relazioni forti e positive é: cambiare il tuo pensiero sugli altri e sul mondo.

4 ATTEGIAMENTI CHE CAMBIERANNO LE TUE RELAZIONI

Studiando e applicando queste regole per primo su me stesso, in questi anni mi sono accorto dei cambiamenti notevoli e drastici che si hanno sulla nostra vita.

1 NON HAI SEMPRE RAGIONE

Ho sempre cercato di convincere gli altri che le mie idee erano giuste e migliori, soprattutto quando ho iniziato il mio percorso di crescita. Risultato? Ero agli occhi degli altri antipatico ed arrogante. Ti piace quando qualcuno cerca in tutti i modi di convincerti che quella cosa é giusta e perfetta? Esistono idee differenti e ognuno di noi ha la sua giusta e propria idea, chi sono io per volerla cambiare? Ho capito che era più proficuo comprendere l’idea altrui, capire come ha fatto a generare un’idea tanto diversa dalla mia, conoscere la sua realtà che lo ha portato a tale pensiero. Tutti noi abbiamo idee differenti e pensieri diversi, ma possiamo ugualmente amarci e stare insieme, crescendo. Se cerchi sempre di dare torto agli altri, cercare di avere sempre ragione, perdi una grande occasione: crescere e scoprire cose nuove.

2 NON ESISTI SOLO TU

Ognuno di noi crea la propria vita come meglio crede. Non esiste giusto o sbagliato. Molte volte la solitudine è necessaria per comprendere dove stiamo andando e in che modalità. Essere sempre presenti nella vita degli altri con i nostri giudizi fa soltanto una cosa: non permette agli altri di crescere ed analizzare al meglio il percorso che vogliamo intraprendere. Più lasciamo andare da soli le persone che amiamo o che guidiamo, più loro saranno attratte da noi. Può sembrare un controsenso ma é così: il nostro lasciarle andare é sinonimo di apprezzamento e fiducia nei loro confronti, loro lo sentono, lo percepiscono e hanno stima di noi.

3 NON POSSIEDI NIENTE

Esiste un’unica cosa: la condivisione. Tu non possiedi niente, neanche tua moglie/marito o i tuoi figli. Se lasci lo spazio giusto permetti loro di esprimersi e costruire la vita che desiderano. Se cerchi sempre di controllarli, automaticamente  li allontani da te. Mettiti sempre nei loro panni: ti piacerebbe se ci fosse qualcuno a controllare i tuoi movimenti, gusti, piaceri, abitudini e che volesse indirizzarti in un percorso già stabilito (da lui)? Questo atteggiamento crea soltanto non comunicazione, distanza.

4 NON PUOI CAPIRE TUTTO

Perché cerchiamo sempre di capire gli altri e mai di accettarli per quello che sono? Pensa al tuo scopo, alla tua strada e non cercare di capire lo scopo degli altri. Sfrutta le relazione per arrivare al tuo scopo, alla tua meta, ognuno può darti insegnamenti diversi e magici. L’importante è non cercare di controllarle o danneggiare gli altri per raggiungere il tuo obiettivo. Guarda il mondo come una grande famiglia, sette miliardi di fratelli, parenti e cugini. E da buon siciliano dico che la famiglia é sacra 🙂 diamoci aiuto reciproco, per realizzare il nostro scopo, e non per capirci. Non cerchiamo di comprendere il pensiero, il nostro scopo é capire chi siamo noi!
Se fossimo tutti uguali non avremmo bisogno di niente e nessuno. Siamo diversi e la diversità completa. Come un puzzle fatto di tanti pezzi diversi. Ognuno di noi é speciale e serve al completamento dell’altro, per raggiungere il nostro scopo.

Grazie per aver letto questo articolo, se vuoi condividilo con i tuoi amici.

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miglioramento personale

Il Pesce puzza dalla Testa!

Da anni sono un appassionato di Apicoltura. Mi affascina il lavoro di queste instancabili creature meravigliose, la loro devozione all’alveare e la loro conformazione strutturale all’interno della famiglia.

Mental Coach Ho sempre immaginato il lavoro di un’azienda, di un team o di una squadra sportiva, come il lavoro di un alveare. Ogni elemento é importante per la creazione della struttura perfetta. Niente é lasciato al caso. Non esiste elemento di poco conto, esistono ruoli differenti, mansioni diverse ma che unite ed incatenate ad un ingranaggio unico danno l’ECCELLENZA.

A capo di tutto lei: LA REGINA.

Ma l’alveare non é monarchico…la regina non comanda nessuno, lei detta il ritmo del lavoro, lei stessa si adopera per prima per il miglioramento della specie, dando l’esempio fa si che tutto l’alveare si ucciderebbe per la sua protezione. Ma attenzione se la regina non rispecchia i canoni che la natura, dopo anni e anni di selezione, ha dettato il risultato é uno: LA REGINA VIENE CAMBIATA!

E allora ho sempre immaginato le squadre, le aziende ed i team che non funzionano come un alveare. Purtroppo in loro non esiste la sostituzione naturale del leader. Un leader, o presunto tale, che non combacia con i valori e la mission di quel determinato team, difficilmente porterà al successo lo stesso. All’interno del gruppo, così come in un alveare, la parte malata del sistema prenderà il sopravvento, approfittando del leader debole. I risultati saranno catastrofici: IMPLOSIONE DEL TEAM.

Un detto dice: IL PESCE PUZZA DALLA TESTA!

Mai proverbio fu più idoneo per questo paragone. Il Leader deve essere un trascinatore, un compagno, un esempio, una guida, e se le sue doti vengono a mancare, il team non ha più una direzione, sarà come una nave senza meta.

Come si può ovviare a questa soluzione? Ci sono due alternative: o si cambia il leader o il leader cambia.

Molto spesso il leader é egli stesso proprietario della squadra, dell’azienda o del team e allora la soluzione é unica: deve cambiare mentalità! Il compito del Mental Coach qui é veramente delicato. Molto spesso capita di essere convocati in aziende o squadre che non funzionano correttamente, il leader stesso propone un “Team Coaching” che, se non supportato da una guida adeguata, fallisce. Immaginate di dover creare una squadra eccellente e poi affidarla ad una guida incompetente. Conclusione: nell’80% dei casi, al team coaching dobbiamo affiancare sempre un percorso di Leadership per colui che ci ha convocato. Molte volte addirittura facciamo solo interventi su di esso, risolvendo a monte il problema.

Il buon equilibrio di una squadra, un team o un’azienda passa sempre da un buon Leader…così come in un alveare!!!

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Motivarsi per Allenarsi o viceversa?

Alle volte mi chiedono: ma come fai a trovare la motivazione per correre?

La risposta: Io corro per Motivarmi!

Perché dovremmo uscire la mattina presto o la sera tardi dopo una giornata di lavoro, indossare scarpe, pantaloncini e maglietta e correre, correre, correre e correre? DA SOLI?

Qualsiasi persona sana di mente direbbe che sei un pazzo, meglio il divano e la tv, una birra o un’uscita con gli amici o forse ancora di più il nulla…esatto “NON FARE NULLA“.

Il nostro cervello ha una soluzione per tutte le cose ed é pronto, in qualsiasi momento, a dirigere la nostra attenzione su azioni che impediscano lo stress: IL NOSTRO CERVELLO CI PROTEGGE. Quindi se dovessimo dargli ascolto, non faremmo niente di tutto ciò che comprometta il nostro stato di comfort.

Tutti vorrebbero un fisico in forma, un corpo tonico, un livello di energia elevato e una minore probabilità di ammalarsi, ma non tutti hanno le strategie mentali che gli consentono di raggiungere questi traguardi.

Ci sono 2 tipi di persone: chi non ama lo sport e chi lo ama. E tutte e due hanno le stesse caratteristiche solo che si trovano ai poli opposti. Se domandi ad uno che non ama lo sport cosa é che gli impedisce di cominciare, la sua descrizione evidenzierà all’estremo gli aspetti faticosi o scomodi della corsa (o dello sport) e tenderà a cancellare i benefici che si ottengono grazie ad essa, sia durante che dopo. Se la stessa domanda la poni a chi ama lo sport il risultato sarà l’opposto, la persona motivata effettua delle cancellazioni, ma ciò che elimina è la parte scomoda, noiosa e faticosa dell’attività, mentre pone in evidenza gli aspetti più positivi del percorso sportivo. E allora la soluzione é CANCELLARE LE COSE ESATTE!!! Devi rendere trascurabili gli aspetti più scomodi, i più noiosi e i più faticosi di un’attività sportiva e mettere in risalto solo gli aspetti più piacevoli e più vantaggiosi che ne conseguono, così facendo aumenterai in modo esponenziale la tua motivazione a compiere quell’azione.

E allora mi permetto di darti i 3 trucchetti che io utilizzo quando mi manca la motivazione e devo andare ad allenarmi con il caldo, con la pioggia o con la parte del cervello che mi dice: “VIVA IL DIVANO”

  1. TU SEI IL CAPO. Devi darti gli ordini ed il modo migliore per farlo é usando il “TU” e non “IO”. Per esempio: al posto di dire “Ok adesso mi preparo ed esco!” io dico “Ok, preparati ed esci, SUBITO!”. Secondo uno studio pubblicato sull’European Journal of Social Psychology quando ti rivolgi usando il tu anziché l’io inneschi il meccanismo dell’obbedienza. Moltissimi atleti che hanno provato questa tecnica ammettono di essersi allenati più a lungo e con maggior impegno.
  2. PENSA CHI SEI. Devi pensare che sei un runner o altro atleta, non che vai a correre per dimagrire o tenerti in forma. Secondo uno studio condotto dalle università di Harvard e Yale, se ci focalizziamo su ciò che siamo invece di ripetere ciò che si fa, aumentiamo il senso di noi stessi in riferimento all’obiettivo che ci siamo prefissati. In pratica, se ti senti un runner, un calciatore, un tennista ecc, sarà più difficile rinunciare a tutte quelle azioni che ti portano ad essere quel tipo di persona; quindi ti allenerai, starai attento all’alimentazione, ecc. Se invece ti vedi come il corridore della domenica che deve perdere la pancetta, sarà molto più facile rinunciare a qualcosa che è secondario rispetto al tuo essere. VUOI RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO? COMPORTATI COME SE LO AVESSI GIA’ RAGGIUNTO!
  3. GUARDATI ALLO SPECCHIO. Non c’é esercizio migliore per prendere consapevolezza di chi sei e cosa vuoi. Vestiti e preparati davanti allo specchio: assumi un atteggiamento fiero, vittorioso, amati. Una ricerca della professoressa Amy J.C. Cuddy della Harvard Business School dice che “guardarsi mentre si sfoggia il desiderio di potenza stimola la produzione di testosterone (l’ormone della conquista e della sfida) e abbassa i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress e della negatività)”. E quando aumenta il testosterone, uomo, donna, corridore domenicale o divano dipendente che tu sia, non c’é storia per nessuno. “HULK TI ALLACCIA LE SCARPE”

VIVI COME SE LO AVESSI GIA’ FATTO E GODI NUOVAMENTE NEL RI-VIVERLO…L’AVVENTURA STA DIETRO LA PORTA DI CASA E NON SUL TELECOMANDO!